FIGURA.
ERRORE.
SUPERFICIE.
FIGURA.
ERRORE.
SUPERFICIE.
In Pelle il corpo è materia instabile, attraversata da passaggi e trasformazioni che la fotografia trattiene senza fissarli in una forma definitiva. La figura emerge nel dettaglio, nello spazio tra immobilità e cambiamento, aprendosi a forme che si allontanano da una rappresentazione idealizzata.
Le immagini, sviluppate inizialmente in digitale, vengono sottoposte a interventi manuali che ne trasformano la superficie. Graffi, abrasioni, sovrapposizioni e stratificazioni incidono fisicamente la fotografia, introducendo una dimensione tattile e concreta.
L’immagine diventa così essa stessa corpo: viene segnata, alterata e trasformata, fino ad accogliere nuovi colori e forme astratte.
Pelle ritrova nell’errore, nell’imperfezione e nella fragilità elementi costitutivi dell’immagine. La superficie perde la sua apparente perfezione e diventa un campo vulnerabile, sul quale il gesto lascia tracce e apre nuove possibilità di lettura. Lo sguardo è invitato a rallentare e a soffermarsi su ciò che normalmente sfugge, resta ai margini o è troppo fragile per essere immediatamente riconosciuto.